domenica 9 maggio 2010

Lo stato dell'Unione


Ciò che è apparsa come frenesia nei mercati a parer mio corrisponde ad un disegno preciso, un progetto multifattoriale in cui non tutto era previsto accadesse con questa contiguità temporale, ma in cui sono state evidenziati gli irrisolti errori strutturali di Eurolandia .
Il progetto delle lobby Usa di puntare tutto contro la moneta unica in questo prima battaglia ha certamente funzionato .
La Grecia assistita dagli sciacalli Usa (Goldman e Moody's) poco più di un anno fa ora è stata abbandonata al suo destino con tanto di indice di colpa puntato contro dalle sale del potere d'oltreoceano, Portgallo e Spagna in questo momento stanno valutando i propri errori e le proprie capacità di resistenza, l'Italia al momento si sente esclusa da tutto ciò ma inizia a manifestare dei seri dubbi, mentre Germania e Gran Bretagna con le loro elezioni sono state impegnate in altre cose.
A godere dei fatti di questa settimana sono gli Usa, il cui $ è tornato ad essere moneta rifugio per molti investitori da tutto il mondo, che stanno convogliando risorse liquide dai mercati europei a quelli statunitensi .
Che ci sia stata speculazione contro la moneta unica è assodato, che siano stati gli Usa pure, ma che l'obiettivo sia un fallimento della zona Euro, un "system default" come annunciato da molti gufi, questo no .
Lo scossone che noi europei stiamo sentendo è la diretta conseguenza di un Europa unita solo nel nome .
Pur con tutti i difetti noti a tutti gli Stati Uniti sono un vero Stato, con un apparato di governo stabile e organizzato e capacità di gestione delle crisi ben rodate .
Ad Eurolandia la sensazione è che certe cose non siano mai state mai prese in considerazione, il sistema Europa è assolutamente troppo rigido e lento per rispondere ad un mercato sempre più avido e convulso .
Se il progetto Europa resterà fermo a questo modello allora un default sarà un'eventualità da prendere in considerazione, ma ciò di cui veramente sarebbe necessario parlare ora è una ristrutturazione dell'intero apparato decisionale e di regolamentazione di Bruxellese .
Bisogna necessariamente procedere verso un'ottica di unione e coerenza d'azione e di pensiero .
Il punto da sacrificare all'altare dell'Unione è necessariamente quello della sovranità di ogni Stato membro .
Solo con un netto trasferimento di sovranità agli organi decisionali e amministrativi Europei sarebbe possibile raggiungere un livello di efficenza di sistema stabile e duraturo .
Per far ciò è necessario un maggiore spirito europei in ogni cittadino membro, ottica questa che è molto sviluppata nei paesi poveri dell'Est ma che manca fortemente a noi cittadini degli Stati più evoluti .
Un grande paese che ragiona e agisce in 20 modi diversi, è necessariamente più debole difronte ad apparati unitari e più esperti .
L'Europa è una splendida pianta, ma una è piantina giovane che deve crescere e assolutamente deve essere rivista nelle caratteristiche della sua struttura portante .
Il Parlamento Europeo deve assumere con efficacia il ruolo che gli è stato destinato, ma per far ciò ogni Stato membro deve capire che è necessario cedere una parte importante della propria sovranità in virtù di un progetto più importante, e di conseguenza ogni cittadino dell'unione deve sentirsi parte di un disegno più ampio, dobbiamo assumerci una responsabilità maggiore, perchè essere Italiani è giusto ma ragionare da Europei sarà la svolta fondamentale nella geopolitica che verrà .
In un economia che si muove con rapidità mai vista prima, i cui cicli sembrano convulsi, in cui il tempo del pensiero e quello dell'azione spesso si sovrappongono ed in cui all'orizzonte si vedono nemici più agguerriti che mai disporre di un apparato lento e farraginoso che oltretutto non dispone di poteri decisionali adatti potrebbe rivelarsi un errore troppo grave .
Non è in atto un complotto internazionale per far fuori la moneta unica, ma una guerra per il predominio economico si e questa guerra va combatutta ad armi pari, è necessario iniziare a ragionare da Europei, in un ottica di integrazione sociale ed economica .
"Una crisi sistemica" come è stata definita da Trichet può essere affrontata in modo più efficace da un sistema compatto piuttosto che da un sistema il cui unico scopo è scovare e nascondere la propria parte di responsabilità .
Continuo ad essere convinto che chi gioca contro di noi ha capito bene i nostri punti deboli e sta concentrando in essi tutte le proprie capacità, l'unico scopo è quello di spostare la luce sui nostri problemi strutturali nascondendo le proprie incapacità e le conseguenze di una gestione sciagurata degli ultimi 20 anni in cui il capitalismo ha fatto da regola portando ad una situazione di difficile interpretazione .

Lo scopo in cui dobbiamo insistere ogni giorno è cercare di raggiungere un ottica sistemica allargata capace di abbracciare il pensiero di popoli e persone diversi tra di loro per giungere ad un Unione vera in cui il potere economico e politico del singolo diventa la vera forza di tutti .

Questo è l'obiettivo giornaliero che ogni cittadino membro dell'Unione deve porsi, oggi e domani .

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